Tecnicamente si chiama cooperazione Sud-Sud. Nei fatti è la storia di una collaborazione tra un agronomo brasiliano e agricoltori tanzaniani. Tutto grazie all’intraprendenza delle suore di San Giuseppe di Chambery.

Ma andiamo con ordine. Nilton Ferreira Lima è un agronomo indigeno brasiliano. Appartiene alla tribù dei guarani kaiowá del Mato Grosso do Sul. A gennaio è volato in Tanzania dove, per tre settimane, ha soggiornato nei villaggi Nambehe (Msalaba Mkuu) e Msindo. Qui, da anni, è presente una comunità di suore giuseppine che, in collaborazione con l’Ong Cope, gestisce un progetto di educazione agricola attraverso una scuola agricola.

Le tre settimane in Tanzania non sono state una vacanza per Nilton Ferreira Lima. Nel corso della prima settimana ha tenuto lezioni teorico/pratiche alla scuola agricola. Ha spiegato e insegnato sul campo le tecniche di piantumazione, potatura e concimazione degli alberi da frutto. Ma, soprattutto, ha trasmesso agli studenti le nozioni su come preparare fertilizzanti organici e insetticidi utilizzando piante e materiali locali, senza l’aggiunta di alcuna sostanza chimica. Come insetticidi ha utilizzato per esempio ricino, peperoni, peperoncino, ecc. Per i concimi, letame, urina, compost.

La seconda settimana, è stata la volta degli orti. Nilton Ferreira Lima ha spiegato come preparare il terreno, seminare, curare i germogli, concimare, irrorarare bio-insetticidi. Si è soffermato anche sulle tecniche di piantagione, potatura e selezione dei banani.

La terza settimana ci si è invece concentrati sulla manioca. In Tanzania, e nella regione di Songea in particolare, cresce una specie molto forte di manioca. L’obiettivo è riuscire a sfruttare al massimo i frutti producendo svariati tipi di farina. Grazie all’aiuto di Nilton, i un gruppo di ragazzi hanno imparato a produrre la farina e a preparare un tipo di torta che ora possono vendere.

«Tenendo conto che la maggior parte degli studenti proviene da diverse parti della Tanzania – spiega Josiane Mota Coelho, suora giuseppina che ha seguito il progetto insieme a Nilton -, speriamo che questa tecnica aiuti gradualmente anche altre regioni. Le ripercussioni possono essere molto più grandi con il passare del tempo. Anche dopo la partenza di Nilton continuerò a lavorare con i ragazzi e con gli agricoltori locali. Nilton ha promesso che aiutarà gli studenti a distanza. I mezzi informatici ci aiutano».