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8 Marzo Giornata Internazionale delle Donne

Ha ancora senso celebrare la Giornata Internazionale delle Donne?

La Giornata internazionale della donna non è sempre stata l’8 marzo. 
La prima festa della donna fu celebrata negli Stati Uniti nel febbraio 1909 su iniziativa del Partito socialista americano,
che aveva invitato tutte le donne a partecipare a una manifestazione in favore del diritto di voto femminile.

Inizialmente non fu raggiunto un accordo formale sull’istituzione di una giornata della donna che venisse celebrata da tutti nello stesso giorno:  la prima festa della donna a essere celebrata un 8 marzo fu quella del 1914, forse perché quell’anno era una domenica.

Tre anni dopo ci fu un’altra manifestazione, sempre avvenuta l’8 marzo, nella quale le donne della capitale dell’impero zarista russo, 
San Pietroburgo, protestarono per chiedere la fine della Prima guerra mondiale. Quattro giorni dopo lo zar abdicò e il governo provvisorio concesse alle donne il diritto di voto. Dopo la rivoluzione bolscevica, nel 1922 Vladimir Lenin istituì l’8 marzo come festività ufficiale.

Negli anni si sono diffuse leggende e storie infondate sulla nascita della Festa della donna. Una delle più comuni è quella secondo cui la festa venne istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie di una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1908. Quest’incendio non avvenne mai, in realtà: ce ne fu uno il 25 marzo del 1911 nel quale morirono 140 persone, soprattutto donne immigrate italiane e dell’Europa dell’Est, ma non fu davvero all’origine della festività, anche se l’episodio divenne uno dei simboli della campagna in favore dei diritti delle operaie.

Allo stesso modo, non è vero – come sostiene un’altra versione – che la Giornata internazionale della donna viene celebrata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.

In Italia la Giornata internazionale della donna cominciò a essere celebrata  dopo la Seconda guerra mondiale su iniziativa del Partito Comunista Italiano e dell’Unione delle Donne in Italia (UDI). Secondo i racconti dell’epoca, inizialmente si voleva usare come fiore simbolo della festa la violetta, un fiore con una lunga tradizione nella sinistra europea. Alcune dirigenti del Partito Comunista però si opposero: la violetta era un fiore costoso e difficile da trovare. L’Italia era appena uscita dalla guerra e molti si trovavano in condizioni economiche precarie e avrebbero avuto molte difficoltà a procurarsi le violette. Tra questi dirigenti c’era Teresa Mattei, una ex partigiana che negli anni successivi avrebbe continuato a battersi per i diritti delle donne. Di lei è diventato leggendario uno scambio che ebbe con un deputato liberale a proposito della parità tra uomini e donne all’interno della magistratura: «Signorina, ma lei lo sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?», chiese il deputato. E lei rispose: «Ci sono uomini che non ragionano tutti i giorni del mese». Mattei, insieme a Rita Montagna e Teresa Noce, propose di adottare un fiore molto più economico, che fiorisse alla fine dell’inverno e che fosse facile da trovare nei campi: da qui nacque l’idea della mimosa. Anni dopo, in un’intervista Mattei disse: «La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente». Come disse la Mattei, morta nel 2013 a 92 anni: «Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano».

Ma ritorniamo alla domanda inziale: ha ancora senso celebrare la Giornata Internazionale delle Donne?
I movimenti femministi, nel mondo, hanno dato uno nuovo significato alla Giornata internazionale della donna organizzando, ogni anno da diversi anni, uno sciopero generale: della produzione e della riproduzione, del consumo e dai ruoli sociali imposti dagli stereotipi di genere. Ci saranno manifestazioni e proteste in più di 70 paesi. In Italia la giornata (ridefinita “Lotto marzo”) sarà organizzata nelle varie città da Non Una di Meno:«La crisi sanitaria, sociale e economica ha colpito e colpirà ancora una volta il lavoro femminile, migrante, non tutelato, precario, gratuito. La gestione dell’emergenza ha fatto leva sull’assenza completa della tutela della salute in particolare nei settori essenziali; sull’intensificarsi di forme di lavoro a distanza non normato e sul sovrapporsi del lavoro produttivo e di cura nello spazio domestico, più che mai luogo di violenza per le donne. I centri anti-violenza si sono trovati a gestire un’emergenza nell’emergenza, i numeri dei femminicidi delle ultime settimane lo testimoniano e impongono misure urgenti e strutturali». Il movimento femminista Non Una di Meno chiede un «piano femminista di trasformazione sociale: un salario minimo europeo e reddito di autodeterminazione, socializzazione della cura, welfare universale e non familistico, un permesso di soggiorno europeo non condizionato al lavoro e alla famiglia, diritto alla salute e all’autodeterminazione, priorità della salute ecosistemica rispetto ai profitti».

Cosa fa il CSJ Missioni per le Donne?

Cominciamo col dire che il Comitato del CSJ Missioni è composto prevalentemente da donne. Suore e laiche che hanno a cuore il futuro di questo mondo, con un'attenzione particolare verso quella fetta di mondo meno fortunata.

Non vogliamo cadere nello stereotipo che vede la donna simbolo della cura e dell'attenzione, ci sono donne, cosi come uomini, attente o indifferenti, non ne facciamo una questione di genere!

Quello che possiamo con sicurezza dire è che fin dalla sua fondazione il CSJ Missioni ha puntato molto sull'empowerment delle donne e basta guardare i nostri progetti per capirlo.

Crediamo che un cambiamento culturale passi per un impegno ordinario e feriale, e per quanto ci sia cara la festa che oggi viene celebrata, lavoriamo tutti i giorni per costruire una società più egualitaria in cui la donna abbia riconosciuti pari diritti e pari opportunità.

Fonti: https://www.ilpost.it/2021/03/08/perche-si-celebra-oggi-la-giornata-internazionale-della-donna; https://nonunadimeno.wordpress.com

Saremo felici di tenerti aggiornato sulle iniziative, sui nuovi progetti e
su quelli che anche grazie al tuo sostegno stiamo portando avanti!